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Il Parco delle Cinque Terre partecipa al progetto ‘RE-LIFE’ per tutelare, riprodurre e reintrodurre la Patella ferruginea

Il progetto mira a reintrodurre una delle specie più a rischio nel Mediterraneo in tre Aree Marine protette Liguri (Portofinio,Bergeggi e Cinque Terre)

(Manarola - Sede, 30 Marzo 2017) - La Patella ferruginea è una delle più grandi patelle esistenti. Un tempo molto diffusa in Mediterraneo, oggi questo invertebrato è a rischio di estinzione. Da qui nasce un progetto che unisce l'Area Marina Protetta (AMP) di Portofino – coordinatore capofila, Acquario di Genova/Costa Edutainment, Softeco, il Dipartimento DISTAV dell'Università degli Studi di Genova, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo ed Area Marina Protetta isola di Bergeggi. Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea tramite lo strumento finanziario LIFE.

Il progetto mira a reintrodurre Patella ferruginea nelle tre Aree Marine Protette (AMP) liguri (Portofino, Bergeggi e Cinque Terre), dove sono state eliminate le cause dell'estinzione ed è assicurato un adeguato livello di protezione. Avviato ad ottobre 2016, il progetto sta entrando ora nel vivo dell'operatività. L'obiettivo generale del progetto è: ripristinare una popolazione di Patella ferruginea all'interno dell'area di massima protezione nell'AMP di Portofino e in aree selezionate delle AMP di Bergeggi e Cinque Terre, partendo da esemplari prelevati nell'AMP di Tavolara. Gli obiettivi specifici sono: definire un protocollo di procedure per il trasferimento di P. ferruginea dalla Sardegna alla Liguria; definire un protocollo di procedure e tecnologie per la riproduzione controllata della specie e per garantire la disponibilità di giovanili per il ripopolamento di nuove aree; aumentare la conoscenza e la consapevolezza ambientale dei cittadini e dei portatori di interesse, grazie ad una comunicazione efficace e ad attività coinvolgenti, per dimostrare il valore ambientale delle aree protette ed il possibile impatto del ripopolamento attivo.

Lo speciale laboratorio in cui saranno messi a punto i protocolli di allevamento è stato allestito a Camogli, all'interno dei locali messi a disposizione del CNR-IBF, già predisposti a questo tipo di utilizzo. L'attività scientifica legata allo studio delle fasi riproduttive, di allevamento delle larve e, successivamente, degli stadi giovanili, è svolta dal DISTAV dell'Università degli Studi di Genova che, da molti anni, con il gruppo di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Mariachiara Chiantore, si applica su attività di riproduzione di altri invertebrati marini, fra cui il riccio di mare. Nel momento opportuno, non appena la piccola patella sarà in grado di non essere aggredita dai suoi competitori naturali, sarà trasferita in Area Marina Protetta di Portofino e nelle Aree Marine Protette di Bergeggi e Cinque Terre.

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