questionario
ITENFR
 
 
 
Home » Visita il Parco » News e Newsletter

Rinascita “Vigneto storico della Maddalena” con Installazione di Land Art dell’artista Marco Nones

Sabato 7 Aprile 2018 ore 11 inaugurazione Eremo della Maddalena, Monterosso al Mare, Cinque Terre

(Monterosso al Mare, 21 Marzo 2018) -   

L'eremo di Santa Maria Maddalena sorge isolato su un colle a circa 4 km dall'abitato di Monterosso. Il complesso, già intitolato a S. Lorenzo del Terriccio, fu sede

di una comunità di monaci benedettini, dipendenti dal monastero di S. Gerolamo della Cervara presso Portofino, il

cui primo menzionamento risale al 1244. E' composto da due corpi di fabbrica: la chiesa a nord e il monastero a sud. La chiesa, ha un semplice impianto a aula unica rettangolare terminante con un abside semicircolare, ed è costruita con blocchi squadrati di arenaria disposti a filari regolari sovrapposti.

Un primo rifacimento della chiesa è documentato nel 1427, quando gli uomini della comunità ne sopraelevarono le murature. Altri lavori sono stati documentati nel 1800, quando la facciata venne ricostruita tre metri indietro e fu ricavato il

piazzale antistante. L'abside pare poggiare su strutture più antiche costituite da pietre di minori dimensioni rozzamente squadrate. Ciò farebbe supporre che la chiesa del XIII secolo sia la ricostruzione di un più antico edificio.

Annesso alla chiesa si trova il monastero, una modesta costruzione che si svolge attorno a due lati di un piccolo chiostro addossato al fianco meridionale della chiesa, con arcate semicircolari sorrette da colonnine in laterizio. Un criptoportico si apriva originariamente verso mezzogiorno con arcate a sesto ribassato sfruttando il dislivello esistente fra il chiostro a nord e questo lato.

Le arcate furono tamponate e ridotte a finestre in epoca imprecisata. Tale spazio, adibito poi a cantina fin dal XV secolo, è coperto da volte a vela e sorretto da pilastri quadrangolari.

Al piano superiore le celle originarie, oggi trasformate in camere d'abitazione, sono coperte con volte a vela. Nel 1327 il monastero, abbandonato e minacciante rovina, venne affidato dalla comunità di Monterosso a Fra Bartolomeo da Vicenza, che raccoglie attorno ad esso una comunità di eremiti e ne diviene rettore. Nel 1478 Sisto IV sancisce la riunione dell'eremo alla congregazione benedettina di S. Giustina in Padova del monastero della Cervara, ed a esso risulta legato fino alla fine della sua estinzione, avvenuta nel XVIII secolo.

L'area restaurata è di circa un ettaro ed è esposta a sud-ovest, fa parte del mappale 100 classificato vigneto, che ha avuto la documentazione per produrre uve doc.

Il sito agricolo era abbandonato dal 1970 circa per cui si è dovuto procedere ad un vero e proprio disboscamento riportando alla luce i piani e le balze originali.

La proprietà si appresta a piantumare le barbatelle indicate dal disciplinare del Cinqueterre d.o.c., Bosco, Vermentino e Albarola che saranno disposte in filari con pali di castagno.

In questo momento di massima attenzione sul tema del rispetto ambientale e della sostenibilità, le opere di Marco Nones, www.marconones.com, così legate alla terra e prodotte solo e unicamente con materiali vegetali, possono ben descrivere lo sforzo compiuto in questi anni per arrivare al recupero di luogo storico delle Cinque Terre.

La durata dell'istallazione sarà dettata dalla biodegradabilità della stessa.

Sottolineare con un'opera d'arte la rinascita del vigneto, esso stesso opera d'arte, rappresenta un'operazione culturale importante, per esaltare l'oleografia di queste terre trasformandole in un museo all'aria aperta.

foto della notizia
 
share-stampashare-mailshare-twittershare-facebookQR Code