I fondali delle Cinque Terre sono considerati fra i più vari e ricchi di fauna marina della Liguria.
Lo testimoniano le ricerche scientifiche qui condotte, sin dal passato, da nomi illustri come Lazzaro Spallanzani, il grande scienziato del XVIII secolo, Arturo Issel, Enrico Tortonese e Lucia Rossi, sino ad arrivare ai giorni nostri con l'attività del Centro Ricerche Ambiente Marino dell'Enea di Santa Teresa (SP), coadiuvato da studenti di varie università italiane.
In una superficie di fondale relativamente ridotta come quella delle Cinque Terre, condividono lo spazio vitale numerosissime specie, alcune poco frequenti in altre località del Mediterraneo, ciascuna delle quali rappresentata da un notevole numero d'individui; è il caso di citare, ad esempio, la gorgonia Eunicella verrucosa e il mollusco Luria lurida.
La relativa torbidezza di queste acque, riducendo l'illuminazione dei fondali, consente inoltre d'osservare a pochi metri di profondità diverse specie "sciafile", amanti cioè della penombra, che solitamente vivono a profondità più impegnative, come la Paramuricea clavata, la più bella gorgonia del Mediterraneo.

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