SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E TURISTICA

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, sin dal momento della sua costituzione, ha impostato la sua politica d’intervento e le sue linee guida di sviluppo su di un modello ad oggi ampiamente adottato: quello dello Sviluppo Sostenibile.
Secondo la classica definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO – World Tourism Organization) si definisce Turismo Sostenibile “lo sviluppo turistico che soddisfa le esigenze attuali dei turisti e delle regioni d’accoglienza, tutelando nel contempo e migliorando le prospettive per il futuro […]”.

Il Parco sposa nella sua interezza questa definizione non limitandosi a preservare un territorio di straordinaria bellezza e peculiarità com’è quello delle Cinque Terre, calibrando la sua azione su di un miglioramento continuo della qualità della vita e della sostenibilità dello sviluppo. Partendo dal patrimonio naturale, culturale e paesaggistico attuale, l’obiettivo è quello di ripristinare un equilibrio armonico tra elemento umano e natura.

La centralità dell’elemento umano nel territorio delle Cinque Terre è infatti un tratto distintivo del Parco e della sua filosofia costitutiva. Non si tratta di difendere la natura da un intervento invasivo e distruttivo dell’uomo, bensì di sottrarre dall’ombra della vegetazione infestante e dal dissesto idrogeologico le migliaia di chilometri di muretti a secco realizzati nell’arco di secoli dalle popolazioni della zona. Qui il rapporto si capovolge. La natura, lasciata libera di prosperare a causa dell’abbandono delle terre in piena rivoluzione industriale, si è riappropriata di un territorio profondamente addomesticato e antropizzato dai contadini delle Cinque Terre che con i loro attrezzi hanno per secoli sezionato la montagna al fine di avere strette strisce di terra coltivabili, i ciàn: i famosi terrazzamenti.

Nulla vi è di “naturale” nelle Cinque Terre. Tutto racconta di fatica, lavoro e impegno disperato; non solo il paesaggio ma anche la cultura, la tradizione culinaria, gli usi di queste terre raccontano questa fatica. Queste tracce lasciate dall’uomo e cancellate dalla natura richiedono quindi un intervento di preservazione e di recupero in una prospettiva di lungo periodo: questo è ciò che il Parco Nazionale delle Cinque Terre, anche per questo definito Parco dell’Uomo, porta avanti da anni.

La conformazione del territorio delle Cinque Terre quindi richiede una profonda opera di recupero e, nello stesso tempo, di rispetto da parte degli ospiti che, seguendo un trend di costante crescita, vengono a visitare ogni anno le Cinque Terre.
Lo sviluppo sostenibile, vero asse portante della politica del Parco, ha determinato tutta una serie di scelte accomunate dall’obiettivo di creare sviluppo, rendendo vivo e partecipato un territorio che ha visto proprio nell’abbandono e nell’allontanamento la causa di maggiore deterioramento del paesaggio, governando al contempo tale processo di miglioramento. Sostenibilità non vuole infatti essere un semplice aggettivo vuoto di significato, bensì una linea da seguire e soprattutto una pratica da applicare.

Il Marchio di Qualità Ambientale.
In questo contesto si inseriscono numerose iniziative adottate dal Parco Nazionale delle Cinque Terre come il Marchio di Qualità Ambientale per le strutture ricettive, che permette di avere, disseminato sul territorio, una rete di strutture rispettose dell’ambiente e, allo stesso tempo, di poter comunicare direttamente con i turisti che alle Cinque Terre soggiornano sensibilizzandoli tramite informazioni dettagliate circa le maggiori problematiche ambientali del territorio e le azioni da mettere in atto per far sì che il soggiorno in loco sia il meno impattante possibile per l’ambiente; o ancora l’introduzione delle Cinque Terre Cards, i cui ricavati vengono reinvestiti per prevenire fenomeni di collasso idrogeologico o per recuperare terre che ad oggi risultano essere incolte e abbandonate. 
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