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Il Liceo Repetti di Carrara, vincitore dei giochi di geografia, in visita al Parco

(Riomaggiore, 15 Maggio 2019) -

UN SOGGIORNO-PREMIO ALLE CINQUE TERRE: RIFLESSIONI E COMMENTI

Liceo Repetti Carrara

(26 – 28 APRILE 2019)

            "Appena scesi alla stazione del paesino di Manarola", avrebbe cantato De André, capimmo subito che quella mattina il meteo non ci avrebbe aiutato. Già nuvoloso a Carrara, ora pioveva proprio, costringendoci a indossare le mantelle portate più che altro per scaramanzia. D'altra parte, non potevamo tirarci indietro, visto che non eravamo alle Cinque Terre per una delle passeggiate che ogni tanto organizziamo con la scuola, ma per un motivo ben più importante. I quattro ragazzi che stavo accompagnando sarebbero infatti stati ospiti del Parco Nazionale per tre giorni, come premio per il primo posto assoluto ottenuto ai campionati di geografia organizzati proprio a Carrara l'anno scorso dallo storico istituto cittadino " D. Zaccagna". Era stata la nostra squadra a vincere, una tra quelle che il Liceo Classico "E. Repetti" (indirizzo del più vasto istituto "Montessori-Repetti") aveva fatto partecipare, sotto il coordinamento della prof.ssa Galletto. Il quartetto formato da Davide, Luca, Alessandro e Riccardo aveva battuto tutti, risolvendo quiz, problemi e puzzle geografici uno dopo l'altro. E dunque, non potevamo non cogliere l'occasione del soggiorno che il Parco Nazionale ci aveva offerto. Nelle settimane precedenti, tra l'altro, avevo concordato con l'ufficio stampa del Parco stesso un programma per utilizzare al meglio il tempo concessoci, e non intendevo certo mandare tutto a monte, meteo o non meteo. Le previsioni dicevano poi che sarebbe migliorato già dal pomeriggio, anche se le colline subito sopra Manarola erano avvolte da un fitto nebbione.

            E così, perplessi ma non scoraggiati, ci siamo incamminati verso la sede del Parco, per ritirare le Cinque Terre Card (di libera circolazione su treni e bus locali) e ricevere alcune informazioni utili. La giornata è proseguita poi (quasi) secondo programma, sfruttando dapprima il comodo bussino che ci ha portato a Volastra, da cui, in una suggestiva e rarefatta atmosfera tra un banco di nebbia a e l'altro, abbiamo comunque attraversato i vigneti in direzione delle Case Porciana. Strano a dirsi, ma la nebbia che andava e veniva, e che permetteva ogni tanto dei rapidi sguardi sul mare e sui ripidi terrazzamenti, ha aggiunto un notevole fascino ad un paesaggio già splendido per conto suo, e che, per la prima volta dopo tante passeggiate fattevi, mi si presentava in quel particolare modo. I ragazzi invece, che pur conoscevano tutti le Cinque Terre dal punto di vista balneare (come ogni carrarese che si rispetti), non avevano mai fatto quel percorso di mezza costa, che li ha molto colpiti. Fatto dietro-front, e incrociati con qualche difficoltà nei punti stretti i turisti (tutti stranieri) che malgrado il tempo erano comunque lì, un meritato cappuccino al bar di Volastra ci ha tolto di dosso un po' di umidità, e ci ha permesso di ridiscendere sulla costa col morale un po' più alto.

            A quel punto (era quasi mezzogiorno) il tempo sembrava migliorare, e abbiamo quindi deciso di andare a Corniglia in treno, e dopo una rapida visita del borgo, di trasferirci a Vernazza. Qui non poteva mancare l'ingresso alla bellissima parrocchiale, assai ben descritta dalla "guida rossa" del T.C.I. che mi ero portato dietro. Altro momento interessante è stato ovviamente la salita al castello Doria, che permette un colpo d'occhio di prim'ordine sul paese sottostante. Il nostro programma avrebbe previsto a quel punto una seconda camminata, da Vernazza fino a Monterosso, ma le condizioni del tempo ancora non ottimali ci hanno persuaso a riprendere il treno, arrivando quindi a destinazione in anticipo sulla tabella di marcia. La giornata si è conclusa nel migliore dei modi quando siamo entrati nella struttura che il Parco ci aveva assegnato per i due pernottamenti, il grande complesso residenziale intitolato a padre Giovanni Semeria, dove il personale ci ha accolto molto amichevolmente. Le belle e comode camere ci hanno permesso di riposare un po' prima di cena, e l'ottima cucina casalinga è stato un tocco finale davvero notevole. Il tempo ormai girato verso il bello ci ha spinti ad un ultimo breve giro per la Monterosso notturna, già fitta di turisti internazionali e con tanti locali aperti.

            Il risveglio del secondo giorno è stato carico di auspici positivi, che si sono tutti tramutati in realtà: la nebbia del giorno prima si era dissolta, lasciando il posto ad una luce quasi accecante, e la colazione disponibile ci ha messo subito in forze. Usciti con calma, e dopo un breve giro per il paese, ci siamo recati all'appuntamento organizzato, tramite il Parco, con le responsabili dell'azienda agricola e agriturismo "Buranco", subito al di sopra di Monterosso. Qui le due proprietarie, madre e figlia, con grandissima professionalità e cortesia ci hanno spiegato cosa vuol dire fare agricoltura di qualità (vino, olio, e altro ancora) in un territorio così difficile e vincolato come le Cinque Terre, e quanti problemi (accompagnati però da altrettante soddisfazioni) si incontrino. Di particolare interesse, durante la visita, l'ingresso nella cantina, ricavata all'interno di un'antica chiesetta templare, e la passeggiata sulle ripide stradine che attraversano l'azienda, con una spettacolare vista sul mare. Salutate le gentilissime signore ci siamo inerpicati per l'erta salita che conduce al santuario della Madonna di Soviore, come il nostro programma prevedeva. Dal profano (dell'agricoltura) volevamo infatti passare al sacro, percorrendo un itinerario che da Soviore avrebbe dovuto portarci alla chiesa della Madonna di Reggio, e da qui a quella di S. Bernardino, per ridiscendere poi a Vernazza. Questo obiettivo è stato raggiunto solo per due terzi, perché la passeggiata si è rivelata un po' più lunga del previsto (ma con panorami di prim'ordine mentre dal Termine scendevamo verso Reggio), facendoci decidere di non risalire a S. Bernardino, visto che l'ora si era fatta relativamente tarda. La giornata, estremamente varia, si è conclusa con un evento inaspettato, su cui vale senz'altro la pena di riflettere: la folla dei turisti a Vernazza (molti dei quali sbarcati da una nave da crociera) era talmente numerosa che c'è stato bisogno della Polizia Municipale per regolare l'afflusso ai marciapiedi della stazione ferroviaria. Si è creata così una lunghissima (e larga!) coda che ha praticamente occupato la strada principale del paese per quasi un'ora, finché il passaggio di diversi treni non ha consentito a tutti di partire.

            E così, anche noi abbiamo fatto ritorno a Monterosso, pensando al contrasto tra la pace dei sentieri più alti e la confusione del turismo di massa, e commentando il tutto davanti all'ottima cena servitaci. La mia personale giornata si è infine conclusa in modo per così dire edificante, leggendo alcuni brani di una biografia di padre Giovanni Semeria che avevo trovato nel nostro alloggio, e che mi hanno permesso di conoscere questo interessante personaggio della vita culturale e religiosa italiana del primo Novecento, che oggi riposa in una cripta all'interno del centro residenziale a lui intitolato.

            L'ultimo aspetto delle Cinque Terre che abbiamo potuto apprezzare, la mattina del terzo giorno, è stato quello letterario, con una bella passeggiata, guidata da due esperti, sulle orme di Eugenio Montale. Come tutti sanno, il grande poeta ha frequentato con assiduità questa zona, traendone ispirazione per i suoi componimenti. Le nostra guide (due insegnanti) ci hanno fatto quindi entrare, con grande passione, durante quasi due ore di escursione e declamazione di versi, in una bella atmosfera montaliana, per noi degnissima conclusione di un'intensa "tre giorni". A quel punto, dopo tutte queste esperienze, e prima di tornare verso Carrara, non ci restava che passare un paio d'ore di relax, girovagando per Monterosso e godendoci il pomeriggio domenicale. Superfluo dire, ma lo facciamo lo stesso, che tutti e cinque i protagonisti di questa breve avventura sono tornati a casa contenti e arricchiti, col proposito di tornare spesso in questo piccolo e vicino paradiso.

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